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Intervista radiofonica Naradapress- febbraio 2013

Importanti appuntamenti e soprattutto importanti presenze a Edukids il 9 e 10 febbraio a Villa Erba a Cernobbio (Co). Parliamo con psicologi, psicoterapeuti, dottori, medici e parliamo anche di associazioni che si occupano di violenza, un argomento troppo poco spesso sviscerato.
E’ con noi il presidente dell’associazione InfraMente, la dottoressa Francesca Ballabio.

Buongiorno
Buongiorno.

Qual’è per voi l’importanza di essere presenti a questa manifestazione?

Partecipare è per noi l’occasione per riuscire a promuove sul territorio la nostra attività che , come ha già detto lei , si occupa di violenza. In particolare abbiamo questo progetto, che è stato realizzato in collaborazione con la Provincia ed il Comune di Mariano Comense, che consiste in uno sportello per le vittime di stalking alle quali offriamo consulenza psicologica e legale gratuita.

Non si parla solo di violenza alle donne però...

No. Noi siamo per le pari opportunità e parliamo di "vittime" di stalking non di "donne vittime" di stalking. Il servizio è pertanto gratuitamente  a disposizione di qualunque cittadino ne abbia la necessità.

In questi ultimi tempi quante persone si sono rivolte a voi?
Attualmente abbiamo in carico 35 casi e , considerando che l’orario dello sportello va dalle 10 alle 13:30 solo del mercoledì , parliamo di un carico di utenti notevole. Il servizio è aperto da due anni ed in questo periodo abbiamo trattato 55 casi.

Voi date un’assistenza psicologica, un sostegno per ritrovare la forza di reagire e per fare i passi adeguati per potersi difendere ?

Certamente. E’ fornito sia un supporto psicologico, necessario perché lo stalking ha delle conseguenze sulla quotidianità delle persone che ne sono vittime, sia un’ assistenza legale in quanto, trattandosi di un reato recente, le persone non sanno cosa possono fare. La prima cosa che viene in mente è la denuncia, in realtà vi sono altre strade da percorrere. Ovviamente ogni caso viene valutato in base a quello che è successo, in base agli elementi a disposizione in quanto ogni situazione rappresenta un caso a sé. Il nostro legale indirizza la persona ad intraprendere consapevolmente un percorso giudiziario che, inevitabilmente, avrà conseguenze anche sulla vittima nel senso che se questa non è preparata sarà in difficoltà nel  gestire la paura e tante altre emozioni che entrano in gioco.

Soprattutto la paura perché nei casi di stalking che abbiamo potuto seguire anche  attraverso i telegiornali solitamente le leggi non sono poi così incisive verso di chi molesta.

Lo stalking è diventato reato per cui attualmente vige la pena della reclusione. Ogni vittima che noi vediamo ha paura di essere l’unico caso di questo molestatore. Poiché tendenzialmente è l’ex partner che attiva queste procedure di stalking subentra anche un senso di colpa nel fare denuncia o ammonimento. Ultimamente due casi di quelli che stiamo seguendo sono approdati alla conclusione che lo stalker è stato arrestato in quanto aveva altri precedenti. Questo è molto importante perché la vittima non si sente in grado di valutare la propria situazione oggettivamente e quindi, con il nostro aiuto e con la collaborazione delle forze dell’ordine, si riesce a fare un quadro preciso della situazione permettendo di bloccare le molestie assillanti che vengono messe in atto.

Come si configura il reato di stalking? Quali sono le situazioni in cui si può parlare di stalking?
Lo stalking non sono i tre messaggi che il fidanzato/a manda per riconquistare l’ex partner. Lo stalking sono le molestie assillanti, quindi vuol dire magari un messaggio ogni 20 secondi...
... una persecuzione vera e propria...
Si. Chiamate mute,  chiamate che arrivano nell’arco di tutto il giorno ma anche della notte, danni a cose fisiche e personali della vittima, appostamenti ripetuti che vanno a condizionare la quotidianità delle persone che ne sono vittima in quanto subentra la paura, l’incertezza e tutta una serie di emozioni difficili da gestire.

E’ infatti questo il fine dello stalker, cioè quello di mettere la persona perseguitata in uno stato di ansia e di paura che le impedisce di svolgere normalmente la vita quotidiana...
Si c’è sicuramente questo aspetto, finalizzato però ad un aspetto più affettivo nel senso che obiettivo dello stalker è da un lato quello di tornare con la persona che l’ha lasciato oppure lo interessa, dall’altro quando questa persona lo rifiuta si attivano dei sentimenti di vendetta che spingono lo stalker ad agire in modo tale da creare disagio  alla persona che lo rifiuta.

In senso generico quali sono gli atteggiamenti da tenere? Quali consigli possiamo dare in senso generico visto che, come ha detto lei, ogni situazione è un caso a sé? Solitamente bisogna avere la forza di reagire e di rivolgersi alle autorità competenti?
Si, a volte fare la denuncia immediatamente può essere qualche cosa di terrorizzante perché ovviamente non si hanno neanche gli elementi per riuscire a capire cosa la denuncia comporti. C’è comunque sempre l’obbligo, da parte delle forze dell’ordine che raccolgono la denuncia, di inviare la stessa a un centro specifico per il trattamento della violenza. Questo sia per una questione informativa (uno ha presente quello che succede) sia per avere un supporto. Il consiglio è quindi quello  rivolgersi prima ad un centro antiviolenza  per ricevere informazioni  ed avere chiara la situazione (noi siamo l’unico sportello che si occupa di stalking in tutta la Lombardia , gli altri centri si occupano infatti anche di altri tipi di violenza)  e per essere supportati - nel momento in cui viene fatta la denuncia o l’ammonimento presso le forze dell’ordine della Questura - dal legale dello sportello. Tutto questo consente alla vittima di percorrere un iter più sereno e consapevole.

Quale tipo di approccio hanno gli utenti con lo sportello?
Ci sono due tipologie di approccio: le persone che sono all’inizio del fenomeno dello stalking e che arrivano per chiedere informazioni perché magari leggendo sulle riviste o sui quotidiani le storie che vengono raccontate si immedesimano, hanno paura e quindi prevengono. Ci sono invece altre persone che arrivano nel momento in cui lo stalker mette in atto molestie assillanti pericolose (pedinamenti, piuttosto che danni fatti alle macchine, ad oggetti,invio di messaggi o MMS con foto di pistole o scritte del tipo "sei un morto che cammina"). Questi sono ovviamente dei segnali che allarmano.

Possiamo fare degli esempi di stalking vero e proprio così magari qualcuno riesce a rivedersi in questi esempi?
Un caso abbastanza comune è quello degli ex fidanzati o ex compagni . Inizialmente la storia può andare avanti tra alti e bassi però senza particolari attenzioni ai comportamenti un po’ particolari del partner. Nel momento in cui avviene la rottura del rapporto, la persona tende a ritentare una riconquista che si intensifica sempre di più ad esempio tempestando di messaggi o chiamate l’altro individuo. Questo è un esempio abbastanza frequente. Altri atteggiamenti tipici dello stalker sono gli appostamenti... Diciamo che forse il segnale maggiore è l’emozione di disagio che la persona prova nel ricevere queste attenzioni. Questo può essere un campanello d’allarme. Fare un passo di questo genere vuol dire ritornare a vivere nella propria normalità con serenità.

Bene. Noi ci raccomandiamo sempre di rivolgervi alle persone adeguate. Ringraziamo la dottoressa Ballabio.



 
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